Menelikke – Performance di Invernomuto

Concept: Menelikke

Il canto e la voce sono veicoli di una complessissima stratificazione di significati.
Le voci oggi differiscono per molteplicità di lingue, slang e attitudini verbali. Su questo si concentra la performance di Invernomuto, e in particolare sui segni lasciati dal contatto fra le culture, in questo caso quella italiana con altre, nel corso della storia delle vicende fra i popoli. “Menelikke”, ad esempio, una tromba giocattolo comunemente usata a Carnevale, fa riferimento al sovrano Menelik II e alla sua ‘lingua appuntita’ per non aver rispettato un accordo preso tra Italia e Etiopia nel 1889.

 

La performance

“Menelikke” è un’azione che ruota attorno alla presenza di un cantante afro-italiano di origini etiopiche, che improvvisa un flusso di parole e crasi. L’azione è narrata in maniera modulare e asseconda gli step produttivi del crowdfunding. Dieci chihuahua equipaggiati di luce laser e campanelli appaiono in scena.

Un tappeto stampato. E una grande scultura di gomma è il basamento per una lingua di Menelik che pesa almeno quanto la sua storia etimologica. La voce cantata, intesa in ogni sua forma, dunque, si relaziona con la memoria, il tempo e gli stili di un patrimonio già impuro.




Simone Bertuzzi (1983) e Simone Trabucchi (1982) collaborano con lo pseudonimo di Invernomuto dal 2003. L’immagine in movimento e il suono sono i mezzi di ricerca privilegiati del duo; scultura, editoria e pratiche dal vivo sono altre delle sue varianti.

Tra le mostre personali: MAC, Belfast (2017), Pinksummer, Roma (2017), Africa Addio, Pinksummer, Genova (2015), MALÙ, Istituto Italiano di Cultura, Toronto (2015), Artspeak, Vancouver (2015), Wondo Genet, AuditoriumArte, Roma (2015), Anabasis Articulata, Triennale di Milano, Milano (2014), Marsèlleria, Milano (2014), Negus – Far Eye, Museion, Bolzano (2014), I-Ration, ar/ge kunst, Bolzano (2014), The Celestial Path, GAMeC, Bergamo (2013) e Simone, Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara (2011). Tra le partecipazioni in mostre collettive e festival: Unsound Festival, Cracovia (2016), 16a Quadriennale, Roma (2016), FAR°, Nyon (2016), Cinema Dynamo / Centre d’Art Contemporain, Ginevra (2016), Live Arts Week V, Bologna (2016), Nero su Bianco, American Academy in Rome, Roma (2015), La Scrittura degli Echi, MAXXI, Roma (2015), Glitch. Interferenze tra arte e cinema in Italia, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano (2014), Black Star Film Festival, Philadelphia (2014), Così Accade, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2014), Terre Vulnerabili, Hangar Bicocca, Milano (2011) e Netmage 09, Bologna (2009).

Nel 2013 sono stati finalisti del Premio Furla (Bologna) e hanno vinto il premio MERU ART*SCIENCE (GAMeC, Bergamo); nel 2016 sono finalisti del Premio Museion (Bolzano).

Nel 2014 partecipano a Berlinale Talents (Berlino) e ottengono il fondo MiBAC per la finalizzazione di Negus, il loro primo lungometraggio, che esce a Marzo 2016.

Nel 2016 realizzano l’episodio pilota della serie Calendoola, prodotto da Gluck50 (Milano), sul quale è in lavorazione un libro in uscita per Mousse Publishing. Attualmente Invernomuto sta lavorando ad un progetto per Nuit Blanche (Parigi, ottobre 2017) e ad un film documentario sulla cultura dei Picò colombiani, prodotto da Plusdesign gallery (Milano). Bertuzzi e Trabucchi portano avanti pratiche individuali nell’ambito della musica, rispettivamente con i progetti Palm Wine e STILL. Invernomuto vive e lavora tra Milano e Vernasca (PC).

invernomuto.info

Ci spiegate in breve il significato o il messaggio che vuoi veicolare con il tuo progetto per ArtOnTime? 

“Menelikke” si presenta come un progetto ad hoc per ArtOnTime costruito sull’onda lunga della nostra ricerca recente. Il ciclo “Negus”, che ha portato ad installazioni, sculture, e un film documentario concluso l’anno passato ha lasciato un’eredità di storie da raccontare, strade da percorrere che hanno ecceduto i “contenitori” previsti. In questo caso la nostra intenzione è di approfondire aspetti linguistici e sonori legati al contatto fra la cultura etiope e italiana, continuando a porre l’attenzione che abbiamo sempre avuto per la narrazione orale e i suoi aspetti più performativi.

Perché avete deciso di partecipare al progetto?

Il crowdfunding è un processo che abbiamo già utilizzato per la raccolta di fondi per la produzione di “Negus” e che ci interessava esplorare ancora. L’invito di Giorgio Fasol, collezionista che stimiamo molto, è stato significativo.

Quale pensate sia il futuro nelle relazioni tra artisti e collezionisti?

La speranza è sempre quella che nel futuro si incontrino più esempi di collezionisti interessati e disinteressati allo stesso tempo: interessati genuinamente alla ricerca degli artisti, e disinteressati a coinvolgerli in dinamiche di sistema che non siano d’ostacolo alla loro pratica.

Pensate che il crowdfunding sia un modo per avvicinare le persone al mondo del collezionismo? 

Speriamo che questo progetto risponderà a questa domanda!

La performance ha una relazione complessa con il mercato; cosa ne pensate e quale pensate sia una possibile evoluzione?

L’esempio di Tino Sehgal può essere un buon modello: non essendo interessato alla vendita di documentazioni delle sue performance, la loro vendita riguarda la possibilità di rimetterle in scena interpretate da performer appositamente istruiti. Non esiste un contratto scritto, ma una conversazione tra l’artista e il compratore in presenza di un notaio, al termine della quale i due si legano stringendosi le mani.

La partecipazione dei mecenati alla performance stessa, come opzione, che significato ha per voi?

What you see is what you get.

Ci dite qualcosa di più sui reward che avete pensato per i mecenati online?

Per “Menelikke” abbiamo pensato che i reward fossero un buon modo di costruire un mondo partendo dall’immaginario che abbiamo intenzione di mettere in scena con la performance. Nell’ottica di world building che ci ha sempre interessato, questi “frammenti” servono esattamente al nostro scopo.

Il crowdfunding

Per i sostenitori del crowdfunding sono previsti diverse tipologie di riconoscimenti e coinvolgimento durante la performance a seconda del contributo donato.

Di seguito tutti i riconoscimenti previsti per i mecenati.

 

Ogni sostenitore può scegliere una o più opzioni, contribuendo attivamente al finanziamento dell’opera e diventandone mecenate. Le somme donate andranno interamente e direttamente all’artista.

Stampa vinilica scritta MENELIKKE su nastro adesivo riflettente 3M.

Invito per assistere all’esclusiva serata in cui le 4 performance di ArtOnTime saranno messe in scene per la prima volta.

L’evento si terrà il 30 giugno 2017 presso Palazzo Trevisan a Venezia.

Registrazione su cassetta “loop” di un estratto dell’audio prodotto per la performance “Menelikke”.
Edizione di 5 firmata e numerata.

Biscotti ricetta speciale Invernomuto per accedere a dimensioni e tempi altri e alterati.

Edizione di 5 firmata e numerata.

Incisione su vinile verde dell’audio completo prodotto per la performance “Menelikke”.

Edizione di 3 firmata e numerata.

Serigrafia su tessuto catarifrangente grigio “Chihuahua Headset” f.to 70×100 cm.

Edizione di 5 firmata e numerata.

Foto della performance, stampa f.to 70×100 cm

Edizione di 10, firmata e numerata.

Foto della performance, arazzo f.to 150×200 cm.

Edizione di 10, firmata e numerata.

Artists’ book contenente tutti i materiali del progetto (schizzi, stampe ecc…).

Edizione di 3, firmata e numerata.

Puzzle ad elevatissima difficoltà.

Copia unica.

Realizzazione performance per serata privata.

Meridiana site-specic a forma di Lingua di Menelik.