Il figlio spezzato della Santa – Performance di Luigi Presicce

Concept: Il figlio spezzato della Santa

La performance “Il figlio spezzato della Santa” prosegue il ciclo de Le storie della Vera Croce, iniziato nel 2012 con La sepoltura di Adamo, in forma di allegoria. La performance nasce da suggestioni letterarie e da avvenimenti e personaggi storici di rilevanza socio-politica, che creano simbologie alchemiche e di natura esoterica. Un processo di riemersione dell’inconscio individuale tramite associazioni libere, che cerca di far riemergere un inconscio collettivo e storico, “Il figlio spezzato della Santa” si ispira alle vicende del Sacro Legno, tratte da La Legenda Aurea di Jacopo Da Varagine (1228-1298) e dalla Sacra Bibbia. L’attenzione cade su una delle figure chiave de Le Storie della Vera Croce, Sant’Elena – e sulla sua scoperta della Croce su cui Cristo viene crocifisso – e sul figlio Costantino, dalla cui conversione nasce una nuova era per il Cristianesimo, l’era di Cristo Redentore. È da queste suggestioni che si formano i tableaux vivants di Presicce, capaci, proprio per questo, di grande intensità evocativa e di innescare una reazione estatica ed emozionale, sebbene non siano pensati in funzione di un preciso pubblico.

La Performance

È nell’atto performativo che si concentra tutto il frutto dello studio, anche se non ci fossero foto o video, comunque la performance ha visto la luce, è emersa, ha avuto un suo esistere. Testimoniare il suo avvento fa parte della traduzione che gli si vuole dare, per rendere possibile la visione a chi non c’era, si intravede qui la responsabilità dell’artista di tramandare poi il proprio “messaggio”. Si intuisce dunque la fortuna di coloro che, contribuendo con il crowdfunding alla realizzazione, avranno accesso a questa dimensione mistica e simbolica della performance di Presicce, un’esperienza unica capace di creare una forma di esperienza rivelatoria anche nel disincanto contemporaneo.


Golgota, prototipo in ferro e legno

 

Golgota trae i propri riferimenti strettamente da Le Storie della Vera Croce.
La scultura prende il titolo dal significato della parola golgota che corrisponde a cranio, come era chiamato appunto il monte sul quale fu crocefisso Gesù Cristo insieme ai due ladroni.
La scultura, infatti, si presenta come un elmetto sul quale sono poste le tre croci del Golgota, due laterali e una centrale sormontata da una stella (eptacolo) a sette punte, che oltre a indicare la croce di Cristo è la firma stessa dell’autore. La stella a sette punte, formata da un compasso e due squadri, rappresenta la retta via per salire spiritualmente verso l’alto e come metaforicamente fa Sant’Elena, protagonista insieme a Costantino Imperatore della performance Il figlio spezzato della Santa.

Titolo: Golgota
Tecnica: Bronzo bianco opaco
Edizione: 5 + 1 PdA
Fonderia: Fusioni d’Arte 3V, Origgio (VA)

Valore in crowdfunding: 8.500€

Disegno di Sant’Elena 

Titolo: Sant’Elena
Tecnica: stampa in acquaforte da disegno dell’artista
Edizione: 50 + 1 PdA
Valore in crowdfunding: 250€



Nato a Porto Cesareo (Lecce) nel 1976, vive e lavora tra Porto Cesareo e Firenze. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce, scegliendo deliberatamente di non discutere la tesi. Il suo lavoro è stato decisamente influenzato dai suoi studi indipendenti. Nel 2007 ha partecipato al Corso Superiore di Arti Visive (CSAV) presso la Fondazione Antonio Ratti di Como con l’artista americana Joan Jonas. Nel 2008, nell’ambito di Artist in Residence, ha partecipato al workshop in Viafarini a Milano con l’artista americano Kim Jones. A Milano, nel 2008 ha fondato (con Luca Francesconi e Valentina Suma) Brownmagazine e in seguito Brown Project Space, per il quale cura la programmazione. Nel 2011 con Giusy Checola e Salvatore Baldi ha fondato a Lecce “Archiviazioni” (esercizi di indagine e discussione sul sud contemporaneo). Nel 2012 ha preso parte a Artists in Residence al MACRO, Roma. Dal 2010, con Luigi Negro, Emilio Fantin, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti è coinvolto nel progetto Lu Cafausu che promuove La festa dei vivi (che riflettono sulla morte) e con il quale è stato invitato da AND AND AND a dOCUMENTA13, Kassel. Dal 2016 è membro fondatore della Fondazione Lac o le Mon, San Cesario di Lecce.

Ha realizzato performance presso la Fondazione Claudio Buziol, Venezia (2010), Thessaloniki Performance Festival, Biennale 3, Grecia (2011), Reims Festival Scènes d’Europe, Frac Champagne-Ardenne, Francia (2011), Màntica festival, Cesena (2011), Corpus, MADRE, Napoli (2012), We Folk – Drodesera Festival, Centrale Fies, Dro (2012), Art City Bologna 2013, Bologna (2013), CastelloInMovimento, Castello di Fosdinovo, Massa Carrara (2013), ARTDATE 2014, Bergamo (2014), Il teatro dei luoghi Fest, Lecce (2014), Kunsthalle Osnabruck, Germania (2015), MAMbo Bologna (2015), Museo Marino Marini, Firenze (2015), Tenuta dello Scompiglio, Vorno- Capannori, Lucca (2016), Le Murate, Firenze (2016).

Ha vinto l’Epson Art Prize, Fondazione Antonio Ratti, Como (2007), Premio Talenti Emergenti, CCC Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze (2011), Long Play, MAGA, Gallarate (2012), Icona, ArtVerona, Verona (2014), Level 0, ArtVerona, Verona (2015).

http://luigipresicce.tumblr.com

 

Il crowdfunding

Per i sostenitori del crowdfunding sono previsti diverse tipologie di riconoscimenti e coinvolgimento durante la performance a seconda del contributo donato.

Di seguito tutti i riconoscimenti previsti per i mecenati.

 

Ogni sostenitore può scegliere una o più opzioni, contribuendo attivamente al finanziamento dell’opera e diventandone mecenate. Le somme donate andranno interamente e direttamente all’artista.

RICONOSCIMENTO DONAZIONE
1 Possibilità di partecipare all’esclusiva serata con l’anteprima delle 4 esibizioni di ArtOnTime (30 giugno c/o Palazzo Trevisan a Venezia) 50€
2 Acquaforte di Sant’Elena – Edizione di 50 firmata (scopri di più) 250€
3 Scultura inerente Sant’Elena in bronzo bianco. Edizione di 5 firmata  (scopri di più) 8.500€